Il B36 Torshavn, abbreviazione di Bóltfelagið 1936 Tórshavn, è la terza forza del campionato faroese dopo gli eterni rivali dell’HB ed il KI Klaksvik. E’ stato ufficialmente fondato il 28 marzo 1936 anche se le prime partite amichevoli risalgono all’anno precedente.

Il B36 ha i suoi natali nella capitale delle Faer Oer. Per forza di cose, la sua storia è strettamente intrecciata all’altra squadra cittadina, l’HB. La fondazione dei rossoneri risale al 1904 e fino all’avvento del B36 deteneva il monopolio del calcio cittadino. Come spesso ci è capitato di raccontare, da dissidi interni alle singole società si sono staccati gruppi di persone che ne hanno fondato di nuove. Tanto è successo anche al B36 Torshavn.

B36 Torshavn
La squadra che vinse il primo scudetto nel 1946. Da sinistra a destra, dietro: Arnold Hansen, Nichels Poulsen, Óli Jógvan Guttesen, Herluf Mikkelsen e Jimmy McIntosh. Al centro: Jógvan Debess, Hjørleif Hansen, Karl Johan Hansen e Mortan Mørk. In prima fila: Tórleif Davidsen, Kriss Guttesen e Kjartan Nattestad (b36.fo)

I suoi fondatori andarono incontro ad un forte ostracismo orchestrato dalla stampa locale, ma con i primi titoli arrivò la dovuta considerazione. Addirittura i bianconeri si fregiarono del titolo di campioni dell’arcipelago nel 1946, la quarta edizione del campionato faroese. I tifosi dell’HB dovettero aspettare il 1955 per festeggiare il primo titolo. Da allora la rivalità con i rossoneri è stata una costante nonché la più accesa del calcio faroese.

Lo stadio del B36 Torshavn

La rivalità fra HB e B36 non ha impedito alle due società di condividere da sempre il plesso sportivo di Gundadalur. Per approfondire la sua storia vi rimandiamo all’articolo dedicato all’HB dove è ben dettagliata.

Gundadalur
Le due tribune rivali e affiancate, quella rossonera dell’HB e quella bianconera del B36 (twitter.com)

Aggiungiamo solo una curiosità. Probabilmente è uno dei pochi stadi al mondo, se non l’unico, con due gradinate distinte ognuna delle quali allestita con scritte e colori dei due club. E’ come se all’Olimpico la Roma giocasse davanti a curve tinte di biancoazzurro o il Genoa al Ferraris davanti ad una gradinata blucerchiata.

La bacheca del B36 Torshavn

I successi dei bianconeri sono concentrati in due periodi, nell’immediato dopoguerra e dal 2000 in poi. In mezzo ci sono stati quasi 40 anni avari di soddisfazioni. Nel 1984 e nel 1986 ha vissuto l’onta dell’ultimo posto che, in quegli anni, era l’unico che comportava la retrocessione. Pertanto il B36 Torshavn ha disputato 73 dei 75 campionati di massima serie faroese. Anche qui è al terzo posto dietro HB (75 su 75) e KI Klaksvik (74 su 75).

Campionati faroesi: 11 (1946 , 1948 , 1950 , 1959 , 1962 , 1997 , 2001 , 2005 , 2011 , 2014 , 2015). E’ stato 7 volte vicecampione.

Coppa delle Faer Oer: 6 (1965 , 1991 , 2001 , 2003 , 2006 , 2018). E’ stato ben 11 volte vicecampione.

Supercoppa delle Faer Oer: 1 (2007). E’ stato 3 volte vicecampione.

Europa League
Il B36 mentre si allena ai piedi della rocca di Gibilterra (bolt.fo)

Il B36 Torshavn, rispetto alla media faroese, ha un buon curriculum europeo. Dal 1992 ad oggi, ha mancato la qualificazione solo 7 volte, la maggior parte delle quali negli anni ’90. Ha passato un turno per tre volte. Lo scorso anno è arrivato al terzo turno di qualificazione in Europa League, eguagliando quanto fece nel 2014 il Víkingur Gøta. Prima ha avuto la meglio dei gibilterrini del St.Joseph’s ai rigori dopo un doppio 1-1. Al turno successivo ha sorprendentemente battuto i montenegrini dell’OFK Titograd per 2-1 in casa loro, nonostante si partisse dall’1-1 dell’andata nell’arcipelago. Al terzo turno il Beşiktaş di Istanbul pone fine ai sogni di gloria vincendo 2-0 a Torshavn e 6-0 in Turchia.

Anche la squadra femminile del B36 ha una buona bacheca. Ha vinto 4 scudetti (la prima edizione del 1985, 1987, 1996, 1998) e 6 volte la Coppa delle Faer Oer (1991, 1993, 1994, 1995, 1997, 2005).

Curiosità e personaggi famosi

Come gli altri principali club faroesi, il B36 Torshavn ha anche una seconda ed una terza squadra. La curiosità è che il B36-2 ha preso parte al massimo campionato, in una circostanza, nel 1948. Collezionò 5 sconfitte su 5 partite, segnando 1 goal e subendone 29 (quasi 6 a partita). Non fu proprio un trionfo, ma fu l’unica seconda squadra, insieme a quella dell’HB, a giocare nella massima serie.

Con i bianconeri hanno esordito o militato molti giocatori che hanno fatto la storia della nazionale. Ricordiamo i più significativi per i seguaci duri e puri del calcio faroese. Il recordman di presenze con la nazionale Fróði Benjaminsen ha giocato con i bianconeri dal 2005 al 2007. Jens Kristian Hansen, centrocampista, ha collezionato 44 presenze e 3 goal con la nazionale. Ha esordito con il B36 Torshavn nel 1990 e ci ha giocato quasi ininterrottamente fino al 2014. Tummas Eli Hansen, altro mitico difensore delle prime Faer Oer, ha indossato la maglia bianconera dal 1983 al 2003, fatta eccezione per il 1998 ed il 1999.

La bandiera

La bandiera del club però ha un solo nome: Jákup á Borg. Classe 1979, ha iniziato a giocare a calcio con la maglia bianconera e nel 2018 ne è diventato allenatore. In mezzo c’è l’inizio della storia con la prima squadra (1996) fino al passaggio all’Odense (2004). Chiusa velocemente e senza successo la parentesi danese, è passato sulla sponda rossonera di Torshavn (2004-2008) prima di tornare bianconero e chiudere la carriera nel 2016. Le statistiche dicono 392 partite nel campionato faroese e 153 goal, secondo cannoniere di sempre, superato nel 2017 da Klæmint Olsen dell’NSI Runavik.

Jákup á Borg b36
Jákup á Borg nelle vesti di allenatore del B36. E’ la sua prima esperienza in panchina (ajansporr.com)

Nella sua carriera ha giocato in tutti i ruoli dalla difesa all’attacco. Il suo talento gli è valso anche un provino con il Liverpool, nel 1998, affianco a giocatori del calibro di Robbie Fowler e Jason MacAteer. Con la nazionale ha disputato 62 partite, segnando 2 goal. Da giocatore ha vinto 6 scudetti faroesi e 3 coppe. E’ stato due volte capocannoniere del campionato (1998 e 1999) ed è stato eletto miglior giocatore nel 2006.

Da allenatore è diventato “l’uomo delle coppe”. Dopo l’impresa in Europa League, ha conquistato la coppa nazionale al termine di un’epica sfida con l’HB (manco a dirlo…) dove i suoi ragazzi hanno rimontato 1 goal in pieno recupero giocando in 9 contro 11.