Aron Einar Gunnarsson è nato ad Akureyri il 22 aprile 1989. La sua carriera non ha bisogno di molte presentazioni, ma per chi non la conoscesse basta pensare al sogno di ogni calciatore islandese: Inghilterra. Infatti, a parte brevi ed infelici esperienze col Þór Akureyri in patria e con l’AZ Alkmaar nei Paesi Bassi, è alla terra di Sua Maestà che il mediano ha legato la sua avventura professionale. Il passaggio al Coventry City (all’epoca nella Championship inglese) ne 2008 ne favorì la convocazione in nazionale, di cui è capitano dal 15 agosto 2012. Ironia della sorte, la partita in cui Aron esordì come capitano fu un’amichevole con le Fær Øer, terminata 2-0 per l’Islanda. Indipendentemente dai risultati che arriveranno in futuro, Aron Einar Gunnarsson è già nel pantheon degli sportivi islandesi: è il capitano che ha condotto l’Islanda ai primi Europei e ai primi Mondiali della sua storia. Con 77 presenze, è il quinto giocatore per numero di partite giocate con la maglia della Nazionale.

Aron Gunnarsson

Aron Gunnarsson durante Euro 2016 (goal.com)

La carriera di Aron Gunnarsson

2004-2006: Þór Akureyri, 11 (0)
2006-2008: AZ Alkmaar, 1 (0)
2008-2011: Coventry City, 123 (6)
2011-oggi: Cardiff City, 243 (24)

La carriera di Aron Gunnarsson con la nazionale

Presenze: 77

Debutto: 2 febbraio 2008 contro la Bielorussia, a Ta’ Qali (Malta, campo neutro), in amichevole. Vittoria Bielorussia per 2-0.

Gol:
1) 10 ottobre 2014, Riga (Skonto stadions), contro la Lettonia, un gol. Vittoria Islanda per 3-0.
2) 12 giugno 2015, Reykjavík (Laugardalsvöllur), contro la Repubblica Ceca, un gol. Vittoria Islanda per 2-1.

Curiosità

Come dicevamo in apertura, Aron Gunnarsson è stato capitano della nazionale islandese sia ai primi Europei che ai primi Mondiali. Già questo di per sé meriterebbe un ampio approfondimento, ma qui diamo spazio a due curiosità molto diverse l’una dall’altra.

La prima riguarda gli Europei del 2016, e in particolare la partita d’esordio, quando il numero 17 della nazionale vichinga fu protagonista di un episodio molto raro a questi livelli. Infatti, in seguito al sorprendente 1-1 col Portogallo di Cristiano Ronaldo, il fuoriclasse del Real Madrid rifiutò di scambiare la sua maglia con Gunnarsson, tradizionale gesto di fair-play nel calcio. Si capì subito che CR7 non aveva gradito molto il risultato finale, come confermato poi dalle successive dichiarazioni al veleno nei confronti dell’Islanda. Una brutta caduta di stile di cui il nostro Aron fu solo protagonista passivo.

L’altra curiosità riguarda invece la vita personale del capitano, nato evidentemente in una famiglia di sportivi. Infatti, lui è il fratello minore del meno celebre Arnór Þór Gunnarsson, giocatore di pallamano del Bergischer HC (Germania) e della nazionale islandese.