Il Valur vince la Coppa di Lega 2018 stritolando il Grindavik che resiste un tempo. E’ la terza volta che la squadra di Reykjavik alza questa coppa. L’ultimo successo risale al 2011, vittoria ai supplementari contro il Fylkir.

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I giocatori del Valur si caricano prima della partita (facebook.com)

Facile riassumere il cammino dei rossoazzurri: sette vittorie su sette partite. I ragazzi di Ólafur Jóhannesson hanno segnato 21 goal subendone 5. Vuol dire una media di tre goal fatti a partita e meno di uno subito. Che chiedere di più?

Il primo tempo della finale

Il titolo non è mai stato in discussione. Il Grindavik si asserraglia nella propria metà campo forte del suo 5-4-1. Il Valur attacca a testa a bassa dal primo minuto e solo la mira imprecisa nega la gioia del goal. Nei primi dieci minuti si contano tre nitide occasioni: Einar Karl Ingvarsson alto di testa al 5′ da pochi passi, sempre Ingvarsson dalla distanza sfiora il gollonzo vedendo Jajalo fuori dai pali al 9′, bomba centrale di Guðjón Pétur Lýðsson da buona posizione al 13′.

Il Grindavik fa densità davanti alla propria area, così il Valur attacca dalle fasce e si avvicina alla porta avversaria con una facilità incredibile. Dion Acoff sulla destra e Sigurður Egill Lárusson sulla sinistra sembrano Usain Bolt e le occasioni fioccano.

Alla decima conclusione verso la porta avversaria il Valur passa nella maniera più banale. E’ il 36′, Ingvarsson batte un calcio d’angolo sul primo palo e  capitan Haukur Páll Sigurðsson, dimenticato solo in area, insacca senza problemi. Il goal subìto non scuote il Grindavik.

Il secondo tempo della finale

Anzi, appena rientrati in campo il Valur raddoppia. Al 46′ Acoff fa l’ennesima sgroppata sulla fascia, crossa dalla parte opposta per Larusson. Solo in area, ha tempo di aggiustare la mira e trafiggere Jajalo all’angolino. Il tiro in realtà è deviato da Latinovic e il suo tocco spiazza il proprio portiere.

Sigurður Egill Lárusson

Sigurður Egill Lárusson, autore di due goal e un assist, è stato premiato miglior giocatore della partita (mbl.is)

Il serbo si fa perdonare sei minuti più tardi. Raccoglie un lancio lungo dalla difesa, salta Bjarni Ólafur Eiríksson come un birillo, chiede l’uno due a René Joensen e insacca nell’angolo basso. E’ la prima occasione costruita dal Grindavik che si conferma micidiale in contropiede.

Il Valur riprende a macinare gioco e in dieci minuti chiude la pratica. Al 65′ il solito Larusson mette al centro un cross al bacio per Lýðsson. Con un bizzarro tentativo di sforbiciata, tira una fucilata che buca la porta. Altrettanto bizzarra è la sua esultanza. Al 73′ lo stesso Larusson sigla la doppietta colpendo al volo, in solitaria, su calcio d’angolo. All’85’ Gunnar Þorsteinsson rende meno amara la sconfitta con una bella percussione che parte dalla sua metà campo. Per i gialloblu, tre tiri e due goal.

A questo link potete vedere gli highlight dei sei goal segnati.

Cosa lascia questa Lengjubikarinn

Dopo la striscia di risultati ottenuti, la tentazione di pronosticare una stagione di successi al Valur è forte. Preferiamo però la cautela. Nonostante fosse una finale, hanno assistito alla partita 270 tifosi: la Coppa di Lega è considerata poco più che un Torneo Tim. I risultati che si vedono, difficilmente si ripetono in campionato. Basti pensare che lo scorso anno trionfò il KR che poi chiuse la stagione con un anonimo quarto posto. Detto questo il Valur ha una rosa di primo livello e sarà fra le squadre da battere.

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I giocatori del Valur in posa con la Coppa al termine della finale, disputatasi al Eimskipsvöllurinn di Reykjavik (facebook.com)

Il Grindavik visto oggi è quello di sempre: difesa rocciosa e contropiede. Il contropiede ha funzionato, la difesa no. Prendere due goal su calcio d’angolo per una squadra che fa della difesa il suo punto forte è una iattura. Anche in occasione del secondo e terzo goal, nonostante la folla davanti al portiere, chi ha segnato era completamente libero. Vero è che difficilmente in campionato si affrontano squadre con il potenziale offensivo del Valur. Peccato per i gialloblu che potevano arricchire una bacheca smilza. L’unico trofeo ufficiale è appunto la Coppa di Lega conquistata nel 2000.